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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Endocannabinoidi: perché il nostro corpo li produce

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Quando si parla di sistema endocannabinoide, l’attenzione si concentra spesso sulla cannabis. In realtà, il punto centrale è un altro: il nostro organismo produce autonomamente endocannabinoidi, molecole biologiche fondamentali per l’equilibrio interno. Capire perché esistono e come funzionano aiuta a comprendere il ruolo reale del sistema endocannabinoide, al di là di semplificazioni e slogan. Cosa sono gli endocannabinoidi Gli endocannabinoidi sono molecole prodotte naturalmente dal corpo umano. Dal punto di vista scientifico: sono lipidi bioattivi vengono sintetizzati “al bisogno” interagiscono con i recettori del sistema endocannabinoide Non sono immagazzinati in grandi quantità, ma prodotti e degradati rapidamente, in base alle necessità dell’organismo. I principali endocannabinoidi studiati La ricerca ha identificato diversi endocannabinoidi, ma i più studiati sono: Anandamide (AEA) 2-arachidonoilglicerolo (2-AG) Queste molecole differiscono per: concentrazione durata...

Recettore CB2: cos’è, dove si trova e cosa dice la scienza

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  Il recettore CB2 è uno dei due principali recettori del sistema endocannabinoide, ma per anni è rimasto in secondo piano rispetto al CB1. Oggi la ricerca scientifica lo considera un elemento chiave per comprendere i meccanismi di regolazione dell’infiammazione e della risposta immunitaria. Come spesso accade, però, attorno al CB2 circolano molte semplificazioni. Vediamo cosa dice davvero la scienza. Cos’è il recettore CB2 Il recettore CB2 è un recettore cannabinoide, appartenente alla stessa famiglia del CB1 (recettori accoppiati a proteine G). La sua funzione principale è quella di: ricevere segnali chimici (endocannabinoidi e altri ligandi) modulare risposte biologiche contribuire all’equilibrio dell’organismo A differenza del CB1, il CB2 non è principalmente coinvolto nei processi cognitivi. Dove si trova il recettore CB2 Secondo la letteratura scientifica, il CB2 è espresso soprattutto: nelle cellule del sistema immunitario in diversi tessuti periferici in alcune condizioni, ...

Recettore CB1: cos’è, dove si trova e cosa dice la scienza

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Il recettore CB1 è uno degli elementi più studiati del sistema endocannabinoide e anche uno dei più citati quando si parla di cannabis. Proprio per questo è spesso oggetto di semplificazioni eccessive o affermazioni non corrette. Capire cosa sia davvero il recettore CB1 aiuta a distinguere evidenza scientifica da interpretazioni superficiali. Cos’è il recettore CB1 Il recettore CB1 è un recettore cannabinoide identificato scientificamente all’inizio degli anni ’90. Fa parte di una famiglia di recettori accoppiati a proteine G, coinvolti nella trasmissione dei segnali cellulari. In termini semplici, il CB1: riceve segnali chimici (endocannabinoidi o cannabinoidi) li traduce in risposte biologiche contribuisce alla regolazione di diversi processi fisiologici Dove si trova il recettore CB1 Secondo la letteratura scientifica, il CB1 è ampiamente distribuito nel sistema nervoso centrale. È presente in particolare: nel cervello nel midollo spinale in alcune aree periferiche La su...

Sistema endocannabinoide: spiegato semplice (cosa dice la scienza)

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Negli ultimi anni il sistema endocannabinoide è diventato sempre più citato quando si parla di cannabis, benessere e salute. Eppure, per molte persone resta un concetto vago, spesso circondato da semplificazioni o affermazioni poco accurate. La realtà è che il sistema endocannabinoide non nasce con la cannabis. È un sistema biologico fondamentale del nostro organismo, studiato dalla scienza molto prima che diventasse popolare nel dibattito pubblico. Cos’è il sistema endocannabinoide Il sistema endocannabinoide è un sistema di regolazione biologica presente nel corpo umano (e in molti altri animali). Il suo ruolo principale è contribuire al mantenimento dell’omeostasi, cioè l’equilibrio interno dell’organismo. In termini semplici, aiuta il corpo a: adattarsi ai cambiamenti rispondere allo stress mantenere stabilità nelle funzioni vitali Non è un sistema isolato, ma interagisce con molti altri sistemi del corpo. Da cosa è composto La ricerca scientifica descrive il sistema en...

Olio vs Infiorescenze quale scegliere? (spiegato semplice e pratico)

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💧 OLIO DI CANNABIS Cos’è Cannabinoidi (THC/CBD) estratti e disciolti in olio (oliva, MCT, ecc.). ✅ Vantaggi Dosaggio preciso (mg chiari) Effetto stabile e duraturo Discreto (niente fumo o odori) Ideale per uso medico quotidiano ❌ Svantaggi Effetto più lento Serve costanza Meno “immediato” sul dolore acuto ⏱️ Tempi Inizio effetto: 30–90 min Durata: 6–8 ore 🎯 Ideale per Ansia cronica Depressione Dolore continuo Sonno Terapie di mantenimento 🌸 INFIORESCENZE Cos’è Il fiore essiccato della pianta, usato vaporizzato (non fumato). ✅ Vantaggi Effetto rapido Facile da modulare “al bisogno” Percepibile subito ❌ Svantaggi Dosaggio meno preciso Effetto più breve Odore presente ⏱️ Tempi Inizio effetto: 2–5 min Durata: 2–3 ore 🎯 Ideale per Attacchi d’ansia improvvisi Dolore acuto Crisi Uso occasionale 🧠 Strategia migliore (usata spesso) 👉 Combinazione intelligente Olio → base quotidiana (equilibrio costante) Infiorescenze → solo se serve (crisi o dolore improvviso) Esempio: Mattin...

Rapporti THC/CBD pratici, usati comunemente in ambito terapeutico (spiegati semplice).

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⚠️ Non sono prescrizioni mediche, ma linee guida orientative. 😰 ANSIA Obiettivo: calmare senza stimolare troppo il cervello Rapporti consigliati CBD : THC = 20:1 → ideale per ansia forte, attacchi di panico CBD : THC = 10:1 → ansia moderata, stress cronico CBD : THC = 5:1 → se serve anche rilassamento fisico Da evitare THC alto → può peggiorare l’ansia 👉 Miglior scelta: CBD dominante 😔 DEPRESSIONE Obiettivo: migliorare l’umore senza “spegnere” l’energia Rapporti consigliati CBD : THC = 5:1 → depressione con ansia CBD : THC = 2:1 → umore basso, apatia THC : CBD = 1:1 → depressione resistente (con cautela) Nota importante THC solo a basse dosi troppo THC → peggiora motivazione e umore 👉 Qui conta l’equilibrio 😖 DOLORE (cronico o neuropatico) Obiettivo: spegnere dolore + infiammazione Rapporti consigliati THC : CBD = 1:1 → dolore cronico generale THC : CBD = 2:1 → dolore intenso THC : CBD = 5:1 → dolore severo (oncologico, neuropatico) Perché funziona THC → analgesico CBD...

Sistema endocannabinoide applicato a ansia, depressione e dolore (spiegato semplice)

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😰 ANSIA Cosa succede L’ansia è spesso legata a iperattività del cervello (stress, paura, allerta continua). Il sistema endocannabinoide, soprattutto tramite i recettori CB1, serve a calmare questi segnali. Ruolo del SEC L’anandamide riduce la risposta allo stress Aiuta a “spegnere” i pensieri ripetitivi THC e CBD CBD ✅ → riduce ansia, migliora la risposta allo stress (senza sballo) THC ⚠️ → a basse dosi può rilassare, a dosi alte può aumentare l’ansia 👉 Per l’ansia: CBD alto, THC basso 😔 DEPRESSIONE Cosa succede Nella depressione c’è spesso: basso tono dell’umore scarso piacere (anedonia) alterazioni di sonno e appetito Ruolo del SEC Il sistema endocannabinoide è coinvolto nella regolazione dell’umore Bassi livelli di endocannabinoidi = umore più instabile Effetti Attivare il SEC può: migliorare l’umore favorire il rilascio di serotonina e dopamina THC e CBD CBD → supporto dell’umore, riduce infiammazione cerebrale THC → può migliorare l’umore a microdosi, ma l’uso ecces...

🌿 Sistema endocannabinoide: spiegato semplice

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  Il sistema endocannabinoide (SEC) è un sistema naturale del nostro corpo che serve a mantenere l’equilibrio (omeostasi). Funziona come un regolatore interno che aiuta il corpo a stare bene. 🔧 A cosa serve (in parole semplici) Il SEC aiuta a regolare: 😌 Umore e ansia 😴 Sonno 🍽️ Appetito 😖 Dolore 🛡️ Sistema immunitario 🧠 Memoria e concentrazione Quando qualcosa è “fuori equilibrio”, il sistema endocannabinoide interviene per riportare tutto alla normalità. 🧩 Da cosa è composto È fatto da 3 parti principali: Endocannabinoidi Sono sostanze prodotte dal nostro corpo (simili ai cannabinoidi della cannabis). I principali sono: Anandamide (detta anche “molecola della felicità”) 2-AG Recettori Sono come serrature dove si agganciano gli endocannabinoidi: CB1 → soprattutto nel cervello e sistema nervoso CB2 → soprattutto nel sistema immunitario e nei tessuti Enzimi Servono a smontare gli endocannabinoidi quando hanno finito il loro lavoro. 🌱 Cannabis e sistema endocannabinoide I c...

Mini guida EC per box 60×60: valori pratici e senza stress

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Nel box 60×60 lo spazio è limitato e gli errori si amplificano. Per questo l’EC diventa uno degli strumenti più importanti per evitare blocchi, carenze e bruciature. 🔹 Perché l’EC è cruciale nel 60×60 In uno spazio piccolo: le radici riempiono il vaso velocemente i sali si accumulano prima il margine di errore è ridotto 👉 Un EC sbagliato nel 60×60 si paga subito. 🔹 EC dell’acqua di partenza Prima di aggiungere qualsiasi nutriente: misura sempre l’EC dell’acqua Indicazioni generali: acqua molto leggera → EC basso acqua dura → EC già alto (attenzione a non sommare troppo) Se parti da un’acqua “carica”, riduci i fertilizzanti, non il contrario. 🔹 EC consigliato (approccio sicuro) Nel 60×60 è meglio restare conservativi. Inizio crescita EC basso → radici delicate Vegetativa piena EC medio → crescita stabile Fioritura EC medio-alto → solo se la pianta risponde bene 👉 Meglio un EC leggermente più basso che uno troppo alto. 🔹 Controllo del drenaggio (run-off) Se coltivi in t...

Misurazione EC: perché è fondamentale (e perché molti la ignorano)

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  Molti coltivatori controllano luce, temperatura e umidità… ma trascurano l’EC. Eppure la misurazione dell’EC è uno dei fattori che più spesso decide il successo o il fallimento di una coltivazione indoor. Il problema non è non saperla usare. Il problema è non capire cosa stai davvero misurando. Cos’è l’EC, spiegato semplice L’EC (conducibilità elettrica) indica quanti sali nutritivi sono disciolti nell’acqua. In pratica: EC basso → pochi nutrienti EC alto → molti nutrienti Non misura quali nutrienti, ma quanto è concentrata la soluzione. 👉 È un numero che parla direttamente alle radici. Perché l’EC è più importante del fertilizzante Puoi usare il miglior fertilizzante del mondo, ma: se l’EC è troppo alto → bruci le radici se è troppo basso → la pianta resta affamata Molti problemi che sembrano: carenze blocchi crescita lenta nascono da EC sbagliato, non dal prodotto. L’errore più comune: “più nutrimento = più crescita” Questo errore è diffusissimo, soprattutto indoor. Quando l’E...

Guida alla fertilizzazione minerale: come nutrire le piante con precisione (senza bruciarle)

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La fertilizzazione minerale è spesso vista come il metodo “più potente” per coltivare indoor. Ed è vero: funziona, ma solo se viene gestita con criterio. Il problema è che molti coltivatori la usano come se fosse una scorciatoia. E quasi sempre finiscono per stressare le piante invece di aiutarle. Cos’è davvero la fertilizzazione minerale Con il minerale i nutrienti sono: già disponibili immediatamente assorbibili dosabili con precisione In pratica: 👉 dai alla pianta esattamente ciò che le serve, quando le serve. Questo rende il sistema: rapido efficace estremamente sensibile agli errori Il grande vantaggio del minerale: il controllo Il punto di forza della fertilizzazione minerale è uno solo, ma enorme: il controllo totale. Puoi: modulare la crescita correggere carenze velocemente adattare la nutrizione alla fase della pianta ottenere risposte rapide Per chi ama misurare, osservare e intervenire, il minerale è uno strumento potente. L’errore più comune: “se cresce poco, a...

Organico vs minerale: quale fertilizzazione conviene davvero?

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Nel mondo della coltivazione indoor esiste una discussione che non si spegne mai: meglio fertilizzazione organica o minerale? C’è chi difende l’organico come scelta naturale e chi considera il minerale più preciso ed efficace. La verità, però, è meno estrema di quanto sembri. 👉 Non esiste un sistema migliore in assoluto, ma uno più adatto al tuo modo di coltivare. Con l’organico non nutri direttamente la pianta, ma il suolo. Il processo è più lento perché: i nutrienti devono essere trasformati dai microrganismi la pianta assorbe solo ciò che le serve il sistema tende ad autoregolarsi Vantaggi principali crescita più equilibrata piante meno stressate minor rischio di sovradosaggi aromi spesso più complessi Limiti da conoscere risultati meno immediati serve un buon substrato richiede pazienza e osservazione L’organico premia nel tempo, ma non perdona l’impazienza. Fertilizzazione minerale: precisione e controllo Nel minerale i nutrienti sono subito disponibili per la pianta....

Guida alla fertilizzazione organica: come nutrire le piante senza stressarle

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Negli ultimi anni sempre più coltivatori stanno passando alla fertilizzazione organica. Non per moda, ma per un motivo semplice: le piante crescono meglio quando non vengono forzate. Eppure, molti falliscono proprio qui. Perché l’organico non funziona come il minerale e richiede un cambio di mentalità. Fertilizzazione organica: cosa significa davvero Fertilizzare in modo organico non vuol dire semplicemente usare prodotti “naturali”. Significa: nutrire il suolo non la pianta direttamente lavorare con i microrganismi rispettare i tempi biologici 👉 Nell’organico non “dai da mangiare” alla pianta: crei le condizioni perché si nutra da sola. Il primo errore: trattare l’organico come il minerale Molti fanno questo errore: “Se non vedo risultati subito, aumento la dose” Con l’organico è il modo migliore per: bloccare l’assorbimento creare squilibri nel terreno rallentare la crescita L’organico lavora più lentamente, ma in modo più stabile. Il ruolo chiave del suolo (spesso ignor...

Mini guida pratica: illuminazione ideale per box 60×60

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  Il box 60×60 è uno degli spazi più usati indoor, ma anche uno dei più facili da sovra-illuminare. Qui trovi i riferimenti pratici per massimizzare la fotosintesi senza stressare le piante. 🔹 Superficie reale 0,36 m² Qualsiasi valore di luce va rapportato a questa area 🔹 Potenza LED consigliata 100–150 W reali Oltre questa soglia: aumenti il PPFD ma non la resa crescono solo stress e consumi 🔹 PPFD target (valori pratici) Vegetativa: luce moderata e uniforme Inizio fioritura: PPFD medio-alto Fioritura avanzata: PPFD più elevato solo se clima e nutrizione sono stabili 👉 Meglio uniformità che picchi centrali troppo forti. 🔹 Altezza del LED (indicativa) Vegetativa: LED più distante per copertura ampia Fioritura: LED più vicino, ma mai “incollato” alla chioma Segnali che indicano luce eccessiva: foglie che si arricciano verso l’alto colore troppo chiaro in cima crescita bloccata nonostante fertilizzazione corretta 🔹 Distribuzione della luce (fondamentale) Nel 60×60 il problema n...

Come calcolare i valori PAR e PPFD per massimizzare la fotosintesi nel tuo spazio di coltivazione

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Negli ultimi anni sempre più coltivatori indoor parlano di PAR e PPFD. Ma la verità è che molti li citano senza capirli davvero. Il risultato? Grow room sovra-illuminate, piante stressate e consumi inutili. Capire come funzionano davvero PAR e PPFD è uno dei passaggi chiave per massimizzare la fotosintesi senza sprecare energia. Perché PAR e PPFD contano più dei watt Per anni si è scelto un LED guardando solo i watt. Oggi sappiamo che i watt non dicono quanta luce utile arriva alle piante. Quello che conta davvero è: quanta luce fotosinteticamente attiva dove arriva per quanto tempo È qui che entrano in gioco PAR e PPFD. Cos’è il PAR (e perché non basta da solo) Il PAR (Photosynthetically Active Radiation) indica la porzione di luce utile alle piante, compresa tra 400 e 700 nm. In parole semplici: dice quale tipo di luce può essere usata per la fotosintesi non dice quanta luce arriva alle piante Per questo il PAR, da solo, non basta per ottimizzare un indoor. Cos’è il PPFD ...

LED vs HPS: La Battaglia degli Spettri nella Coltivazione Indoor

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Nella moderna orticoltura indoor, la scelta della sorgente luminosa non è solo una questione di bolletta elettrica, ma di pura fotobiologia. Per decenni, le lampade ad alta pressione di sodio (HPS) sono state il "sole artificiale" standard. Oggi, i LED Full Spectrum sfidano questo primato con una precisione chirurgica sulle frequenze luminose. ​Ma quale tecnologia vince sotto il microscopio della scienza? ​1. HPS: Il Gigante Arancione ​Le lampade HPS operano eccitando vapori di sodio. Il risultato è uno spettro concentrato quasi esclusivamente nelle lunghezze d'onda del giallo, arancione e rosso (550-750 nm). ​Punto di Forza: Il rosso intenso è il segnale biologico che induce la pianta alla fioritura esplosiva. Produce una "valanga" di energia termica che può aiutare in ambienti freddi. ​Il Punto Debole: La carenza di luce blu (400-500 nm). Senza blu, le piante tendono all'eziolamento (allungamento eccessivo degli internodi), diventando fragili e...

Coltivazione Indoor: I 5 Errori Scientifici che stanno uccidendo le tue piante

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​La coltivazione indoor è un delicato equilibrio di biochimica e fisica. Ricreare l'ecosistema perfetto tra quattro mura non è solo un hobby, è una sfida contro l'entropia. Eppure, molti coltivatori – dai neofiti ai più esperti – cadono in trappole comuni che compromettono il raccolto prima ancora che i fiori appaiano. ​Ecco un’analisi tecnica degli errori più frequenti e come evitarli. ​1. Il Paradosso dell’Acqua: "Annegare per Amore" ​L'errore numero uno non è la mancanza d'acqua, ma l'eccesso. Le radici hanno bisogno di ossigeno per la respirazione cellulare. Quando il terreno è costantemente saturo, l'ossigeno viene espulso, portando a condizioni di anossia. ​La Scienza: Questo favorisce la proliferazione di patogeni come il Pythium (marciume radicale). ​Soluzione: Impara a pesare il vaso. Annaffia solo quando i primi 2-3 cm di terreno sono completamente asciutti. ​2. Ignorare il pH: Il "Blocco" dei Nutrienti ​Puoi dare alle t...

Curare con la Cannabis

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La cannabis terapeutica può essere usata per curare diverse condizioni, tra cui dolore cronico, neuropatie, artriti, sclerosi multipla, glaucoma, e alcune patologie neurologiche e neurodegenerative.  Condizioni trattabili  Dolore cronico, ad esempio da artriti, osteoartrosi, fibromialgia, neuropatie Sclerosi multipla, per ridurre spasmi e dolore Glaucoma, per abbassare la pressione arteriosa Cachessia, anoressia, o in pazienti oncologici, per stimolare l'appetito Patologie neurologiche e neurodegenerative, come Alzheimer, epilessia, autismo, sclerosi laterale amiotrofica, e altre Come si assume  Per via orale, bevendo un decotto di infiorescenze di cannabis Per via inalatoria, usando un vaporizzatore che scalda la cannabis senza bruciarla Come si ottiene La cannabis terapeutica è disponibile in farmacia, con prescrizione medica  La dose e la modalità di somministrazione sono stabilite dal medico  Monitoraggio Il suo utilizzo deve essere attentamente ...

Estrazione cannabinoidi in olio di oliva. A cura di Luigi Romano

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  Estrazione dei cannabinoidi da materiale vegetale Il processo di estrazione dei cannabinoidi con olio d’oliva è uno dei più semplici e sicuri da effettuare nella tranquillità delle mura domestiche. Tipicamente la ricetta galenica prevede un'estrazione di 5gr. in 50ml di olio di oliva. Materiale necessario: Cannabis di buona qualità (la qualità della vostra Cannabis influisce, ovviamente, sulla qualità del vostro estratto finale). Olio d’oliva extra vergine (reperibile in un qualsiasi negozio/supermercato) Barattoli di vetro o in ceramica Bagnomaria da laboratorio. Colino per tisane e un qualsiasi materiale inerte (fazzoletti di cotone) per rimuovere il materiale vegetale dal vostro estratto. Piccolo “pistone” o pestello da mortaio o un qualsiasi altro strumento per pressare il nostro estratto Carta stagnola e nastro adesivo Procedimento: Descriverò il procedimento leggermente più complicato in quanto prevede la presenza dell’acqua e una fase di separazione in freezer....

Storia della Cannabis

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  La storia della cannabis è lunga e complessa, con testimonianze del suo utilizzo che risalgono a migliaia di anni fa in diverse culture in tutto il mondo. Ecco una panoramica dei principali periodi e utilizzi della cannabis nel corso della storia: Antichità:  * Asia Centrale (circa 12.000 anni fa): Le prime prove archeologiche suggeriscono che la cannabis sia stata domesticata in Asia Centrale durante il periodo Neolitico.  * Cina (dal 2800 a.C.): La prima testimonianza scritta sull'uso della cannabis risale al 2800 a.C. in Cina, dove fu menzionata nel farmacopea dell'imperatore Shen Nung per le sue proprietà medicinali. Veniva utilizzata anche per la produzione di fibre per tessuti e corde.  * India (dal 2000 a.C.): La cannabis, conosciuta come bhang, aveva un significato religioso e culturale nell'antica India. Era associata a divinità come Shiva ed era utilizzata in rituali e preparazioni medicinali.  * Medio Oriente (dal 2000 a.C.): Gli Assiri ...

Medicinali a base di cannabis per il dolore neuropatico cronico negli adulti

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Astratto Sfondo:  Questa recensione fa parte di una serie di farmaci usati per trattare il dolore neuropatico cronico. Le stime della prevalenza nella popolazione di dolore cronico con componenti neuropatiche variano tra il 6% e il 10%. Le attuali opzioni di trattamento farmacologico per il dolore neuropatico offrono un beneficio sostanziale solo per poche persone, spesso con effetti avversi che superano i benefici. È necessario esplorare altre opzioni di trattamento, con diversi meccanismi d'azione per il trattamento di condizioni con dolore neuropatico cronico. La cannabis è stata usata per millenni per ridurre il dolore. La cannabis a base di erbe è attualmente fortemente promossa da alcuni pazienti e dai loro sostenitori per trattare qualsiasi tipo di dolore cronico. Obiettivi:  Valutare l'efficacia, la tollerabilità e la sicurezza dei farmaci a base di cannabis (a base di erbe, di origine vegetale, sintetici) rispetto al placebo o ai farmaci convenzionali per ...

Cannabis e cannabinoidi per il trattamento sintomatico delle persone con sclerosi multipla

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Astratto Sfondo:  La spasticità e il dolore neuropatico cronico sono sintomi comuni e gravi nelle persone con sclerosi multipla (SM). Questi sintomi aumentano con la progressione della malattia e portano a un peggioramento della disabilità, a una compromissione delle attività quotidiane e della qualità della vita. I farmaci antispastici e gli analgesici sono di beneficio limitato o scarsamente tollerati. I cannabinoidi possono ridurre la spasticità e il dolore nelle persone con SM. La domanda di trattamento sintomatico con cannabinoidi è elevata. È necessaria una comprensione approfondita dell'attuale corpus di prove relative ai benefici e ai danni di questi farmaci. Obiettivi:  Valutare i benefici e i rischi dei cannabinoidi, compresi i cannabinoidi sintetici o a base di erbe e di origine vegetale, per ridurre i sintomi negli adulti con SM. Metodi di ricerca:  Abbiamo cercato nei seguenti database dall'inizio a dicembre 2021: MEDLINE, Embase, il registro cent...